Stanislao Cannizzaro

Karlsruhe Congress

 

 

 

 

 

 

  

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Nel congresso internazionale dei chimici, organizzato nel 1860 a Karlsruhe (Germania) da Kekulé

e Wurtz  si volevano superare  molte incomprensioni e a favorire un accordo su qualcuno dei seguenti punti: la definizione di importanti nozioni chimiche, quali quelle espresse dai termini atomo, molecola, equivalente, atomico, basico;  l’esame della questione degli equivalenti e delle formule chimiche; l’istituzione di una notazione e di una nomenclatura uniformi.

Alcuni chimici di vecchia scuola rifiutarono l’invito  Il Congresso fu molto importante, per la  prima volta  si riunivano scienziati di una singola disciplina e di molte differenti nazioni, che dimostravano  l’esistenza di una comunità chimica internazionale,  che doveva definire le regole, e  periodicamente  cercare insieme la soluzione a problemi che non si potevano risolvere nel proprio luogo di studio.

 Al Congresso, che si svolse dal 3 al 5 Settembre 1860, a Karlsruhe, capitale del Baden, nella sala riunioni della seconda Camera dello Stato, messa a disposizione dall’Arciduca , presero parte più di 140 chimici, provenienti da tutta Europa.

Nella prima giornata, si parlò della  necessità di differenziare molecole : esse  costituiscono la più piccola quantità di un corpo che partecipa a una reazione o ne è prodotta, atomi  la più piccola quantità di un corpo che costituisce queste molecole.

 Nel suo intervento, Kekulé ribadì la sua convinzione che le molecole fossero la più piccola quantità di una sostanza che potesse esistere allo stato libero e, nel corso delle reazioni, potesse essere separata in parti più piccole, gli atomi, che erano effettivamente indivisibili..

Nella seconda giornata  si chiarì la differenza tra il termine equivalente, utilizzato per le operazioni sperimnentali e atomo, legato a ipotesi teoriche.

Nella terza giornata  si affrontò il problema di stabilire tutti insieme i valori dei pesi atomici e, di conseguenza, le formule molecolari.

Dumas, che presiedeva l’assemblea, propose di adottare per il carbonio un peso atomico eguale a 12 solo per la chimica organica, e lasciare il vecchio valore di 6 in quella inorganica.

 Cannizzaro si oppose vivacemente a questa proposta, dimostrando che ritornare ai pesi atomici di Berzelius avrebbe introdotto un grande equivoco nelle scienze. Il Congresso si chiuse senza che si fosse raggiunto alcun consenso, anche se la proposta di Cannizzaro aveva convinto la maggior parte dei partecipanti. Per fortuna alla fine dei lavori, Angelo Pavesi (1830-1896), professore di Chimica a Pavia distribuì ai congressisti le copie di un articolo di Cannizzaro, apparso nel 1858 sulla rivista Il nuovo cimento, dal titolo Sunto di un Corso di Filosofia Chimica. Il Sunto, era scritto sotto forma di lettera indirizzata a Sebastiano De Luca (1820-1880), professore di Chimica all’Università di Napoli e riportava in modo semplice la teoria sui pesi atomici.